La mia vita ricomincia da qui.

Nuova città, nuovi profumi, nuovi colori.

Sembra proprio che il periodo di ricostruzione abbia avuto inizio.

 Ed ogni inizio è difficile, ogni inizio è pieno di punti interrogativi, strade mai percorse, volti sconosciuti.

Ogni inizio è faticoso ma, al medesimo tempo, la voglia e forza di andare, è maggiore.

Andare chissà dove … intanto mi fermo qui 

… e mi ci fermo da sola, il che, può risultare altrettanto difficile ma utile, forse per capire …

… capire che da soli è dura ma nulla è statico.

Tutto si muove, tutto si tramuta.

Ed il mio inizio si chiama Lucca.

Nelle vene e nel cuore, però,  sempre vi sono acqua e fuoco … quelli della mia terra …

 

Sweetvi

Postato da sweetvi - commenti (9) - commenti (9) (popup)
Permalink - pensieri

Scusate la mia assenza

ma sono in una fase di

"Ricostruzione"

della mia esistenza!

Sweetvi

Postato da sweetvi - commenti (13) - commenti (13) (popup)
Permalink - pensieri

Quando il tempo sembra fermarsi e i gabbiani continuano il proprio volo, quando la marea cresce e ritorna bambina, tutto si muove piano ma costantemente.

Un borbottio dietro l’altro, silenzioso, senza troppo rumore. Le foglie delle viti abbondano lungo le strade tanto quanto i fiori odorosi e appariscenti.

Le crepe lungo i muri e i muri sempre bianchi incoronati da azzurro che combacia con quello del cielo, sono consuetudine e storia, come quelle foto in bianco e nero, di una Ingrid che fu.

I passi silenziosi e nudi dei pescatori all’imbrunire, profumo di mare che esala dalle loro mani, donne dalle rughe increspate come il mare quando il vento accarezza la superficie.

Un dipinto di strada, una frase un po’ poesia, una luna per lumiere, una scintilla per stella.

I cani un po’ barboni ma padroni di quella terra, i gatti, funamboli nell’oscurità, un bicchiere al bordo del terrazzo, il forno acceso per il pane di domani.

Uno, due, tre baci, nel chiaro- scuro di una notte isolana, di un’isola bianca nera e azzurra, di un’isola dal ventre vivo, una vita che non smette di palpitare.

  Sweetvi

                             

Postato da sweetvi - commenti (10) - commenti (10) (popup)
Permalink - pensieri

Come se, sistemando , tutto potesse andare al proprio ordine.

Alle volte sembra una malattia, una di quelle appiccicose, di quelle simili al morbillo o varicella.. solo che contagiano il cervello, lo mettono in confusione, lo modellano a loro piacimento…

Ordine e ancora ordine, lavare, strofinare, togliere tutto, rimettere a posto con ordine, troppo ordine, di quell’ordine che è maniacale, la copertina più alta e quella più bassa, il posacenere a destra anziché sinistra, l’elefantino verso la finestra e non la porta, le scarpe allineate, la poltrona entro quei centimetri, il cuscino e il peluche nell’angolo, la polvere, tutta tolta e toglierla ancora perché sembra non andarsene, il tappeto con gli angoli ben girati, le frange dritte come come fiammiferi….

E una musica, una come questa che forse rilassa o forse distoglie il pensiero o forse metta fretta, dà il ritmo, cadenza gli spazi. Tutto vorticoso, tutto un uragano, dentro, sì! Di certo, un uragano, fuori, l’ordine…

Come se lasciando entrare la luce, aprendo le finestre, riponendo tutto nei posti giusti (giusti?)… come se… questo potesse bastare.

Come se questo servisse davvero a mettere a posto il caos calmo e tempestoso dell’animo, come se si potessero placare i tormenti, le lunghe pause e gli accordi messi a caso sul pentagramma del cuore.

Come se questo potesse essere il rimedio a capelli troppo drizzati, occhi troppo gonfi, gambe tremanti, stomaco attorcigliato…

Come se, sistemando fuori, tutto, dentro, potesse andare al proprio ordine……..

 

Sweetvi

Postato da sweetvi - commenti (9) - commenti (9) (popup)
Permalink - pensieri

Per  l’ ennesima volta ho rivisto “Il favoloso mondo di Ameliè”, ormai ne conosco ogni seguenza, ogni battuta, ogni più piccolo dettaglio.

Ogni volta che lo vedo, però, c’è sempre qualcosa che mi colpisce, che mi lascia lo spazio i e il tempo di riflettere. So che molti non amano quel film ma, guai se a tutti piacessero le medesime cose.

Lo ammetto: è un film particolare, per molti quasi privo di significato e “disturbante”, così qualche giorno fa lo hanno appellato ma… inutile dirlo, credo sia il film che più prediligo.

Forse perché mi rispecchio troppo in quella ragazza dagli occhi grandi e un po’ troppo fantasiosa, solitaria e sognatrice. Lei che sente ciò che altri non immaginano neppure, lei che, provabilmente, vive sì! In un mondo suo ma che è capace di strappare sorrisi sapendo e realizzando, alla fine, il suo più grande sogno: dar briciole di felicità ad altri e trovare la sua Felicità nella piccola quotidianità, senza aver bisogno di molto.

Sono le cose piccole che rendono grande tutto…

La solitudine del non essere capiti, il lottare contro una società che non si ferma mai a guardare le cose semplici, la voglia di non smettere di sorridere, l’attenzione per le cose più semplici, i profumi, i colori, i buoni sentimenti…

Poco, in realtà basta poco...

Mi sento come lei… oggi più che mai…

 

Postato da sweetvi - commenti (11) - commenti (11) (popup)
Permalink - pensieri

In realtà credo di amarlo da prima del primo momento. Da quando per la prima volta il suo nome è arrivato alle mie membra, quando ancora non conoscevo nulla di lui, solo quel nome, piccolo e fresco come un mattino pieno di rugiada.

In realtà credo che conoscerlo sia stata la giusta conseguenza della mia vita, nessun caso, nessuna coincidenza, solo ciò che doveva accadere nel mezzo di quei giorni, oggi racchiusi tra gli angoli del mio cuore.

La musica scorre come le sue mani su di me..

In realtà ho preso quell’aereo perché era tutto quello che desideravo. La prima volta nella mia vita in cui ho riso e pianto, mi sono amata, mi sono sentita viva e coraggiosa. Ho preso quell’aereo e ho raggiunto lui senza che nessuno sapesse, senza che qualcuno potesse capire cosa quel viaggio significasse per me.

In realtà è difficile spiegare cosa può essere riabbracciare lui in quella città che adoro. Parigi dolce e calda, profumata e rumorosa. E Parigi è così, come lui non sapeva, come io stessa non sapevo.

Come un dipinto tutte le immagini colorano la mia mente, il sapore degli attimi sanno di buono, lui è sorriso, è gioia, è amore per me, è felicità.

La musica scorre… scorre piano …

In realtà non posso, non riesco a staccarmi da lui. Imprevedibili i miei giorni, imprevedibile questo sentimento, imprevedibili noi.

E’ tutto troppo confuso, è tutto pieno di amore. Non riesco a collocare i giorni con un ordine preciso. Tutto si sussegue, si fonde, si mescola.

I suoi occhi grandi appena sveglia, le sue mani pronte a raccogliermi, i suoi passi cadenzati, il rumore del suo respiro, le vie troppo grandi piene di gente, i colori della pelle, i fiori ai bordi delle strade, i suoi sorrisi. Lui, soltanto lui…

In realtà lo amo, lo amo come non credevo potesse mai accadere.

Lo amo da prima.. lo amo da sempre…

 

La musica scorre… scorre piano… come le sue mani su di me…

"Senza di te,

le emozioni di oggi

 sarebbero la pelle morta

delle emozioni passate"

(Hipolito)

Sweetvi

Postato da sweetvi - commenti (14) - commenti (14) (popup)
Permalink - citazioni, pensieri

 

Eravamo un batuffolo, un batuffolo di sogni. La coperta che ci stringeva era culla e tu ed io, bambini mossi dall’ amore. Un caldo abbraccio, il tuo.

Profumo di buono e di noi. Le tue lunghe ciglia, come sempre, muovevano l’aria e il cuore batteva piano piano, dolcemente, poi forte, impaziente.

Aprire gli occhi e trovarti li, una mano calda sulla pelle, una musica leggera ad accompagnarci da notte a notte, un solo canto noi due, un solo accordo.

Il tuo sorriso appena sveglia, il tuo bacio prima di dormire.

Il temporale fuori, il sole dentro.

..........................

Sento gli occhi impazzire in questa stanza ora stretta.

Mi manchi come l’aria e il cuore capisce la privazione. Mi sembra davvero di perdere la ragione.

Dici che sono l’arcobaleno dopo la pioggia, tu sei viata mea…

Mi-e dor de tine…

Tua Micuta               

Postato da sweetvi - commenti (16) - commenti (16) (popup)
Permalink - pensieri

Mi faccio forza dicendomi che passerà.

Che le liti a casa cessino, che le cazzate dentro le loro teste scompaiano, che un giorno possano capire che siamo grandi, lui ed io, che abbiamo i nostri interessi, le nostre volontà, i nostri bisogni.

Mi sposto da una parte all’altra, facendo la parte della mazziera, di quella che tiene il gioco, io con lui, io per lui, io per lei, io con lei, poi con lui e per lui.

Scappo a nascondere la polvere e le ossa nell’armadio, corro dall’altra parte a raccogliere i cocci e poi ancora mi muovo verso di lui ad ascoltarlo. E ascolto tutti, e cerco di reggere quello che posso, di fare il buon viso al cattivo gioco ingoiando i fastidi, i dolori, le incomprensioni.

Lotto contro i mulini a vento, parlo e le parole scompaiono nel vuoto. I miei pensieri fanno la stessa fine.

Si crea complicità solo con lui che è l’amore più grande per me, mio fratello.. solo lui… e solo per lui ingioi e non sputo veleno.

Non è servito a nulla, a loro, sbagliare con me; per loro, quegli errori, non hanno importanza, sono caduti da sempre nel dimenticatoio, gli stessi errori che mi fanno piangere ancora la notte, che mi tormentano l’anima ed il cuore.

Lo straccio di cuore che mi è rimasto naviga tra la speranza che, qualcosa, possa cambiare e  la pazienza che un giorno, possa ricompensarmi.

E mi sento sola. Maledettamente sola, con le unghie e i denti in vista… ma solo per non mostrare la fragilità che temo possa, un giorno, ingoiarmi.

Mi sento sola, come un albero in un prato….. mi sento fottutamente sola…

Voglio vivere.

Voglio fuggire.

Voglio sapere che quell’albero non sarà solo.

Sono l’immagine sbiadita di me…

                                  

Sweetvi

Postato da sweetvi - commenti (14) - commenti (14) (popup)
Permalink - pensieri

Le notti sono diventate più lunghe, i silenzi più duri.

Il tuo profumo mi sbatte in testa come un mare in tempesta, i tuoi occhi rincorrono i miei pensieri: devo arrendermi.

Ho bisogno di te… Pazienza…

Che strani giorni, amore…

Le gallerie allungano gli spazi e la stanchezza mi strema.

Le tue mani mi mancano come aria nei polmoni, il tuo sorriso occupa la mia mente: ieri era pieno di te… ed anche oggi lo è.

Bastavi tu … Pazienza…

Che strani giorni, amore…

Ho un buco a forma di te dentro al petto, ho un cuore paralizzato da tutto quello che sento.

Mi volto e i chilometri mi fanno paura e allora sento: mi manchi davvero.

Benedico la tua assenza… Pazienza…

Che strani giorni, amore…

Ingoio le lacrime perché nessuno le veda, ingoio la solitudine perché nessuno la senta.

Afferro le parole che nascono in me, per te.

Nascondo tutto nelle vene

Come sorridi tu, nessuno…

Come mi guardi tu, nessuno…

Arriverà domani…

Non posso far altro. Pazienza.

Ti amo.

Sweetvi

Postato da sweetvi - commenti (17) - commenti (17) (popup)
Permalink - pensieri, musica

Cercavo i colori.

Lo so, li ho. Li ho forse appoggiati dove… non ricordo.

La dimenticanza è una cosa strana. Ciò che vorrei allontanare dal pensiero, torna sempre come un boomerang, ciò che vorrei stanotte, non trovo.

Cercavo i colori.

Vorrei rimetterli mescolati, cibarmi delle sfumature che adoro, lasciarmi libera di gioirne.

La gioia è così frizzante, come le bollicine di qualche bibita dolciastra. Ogni tanto mi solletica lo stomaco e perfino il cuore.

Cercavo i colori.

C’ho pensato tutto il giorno o forse è da giorni che ci penso ma, talmente sono i nodi che ingarbugliano la mia mente, che non ci avevo fatto troppo caso.

Li cercavo e in realtà, li cerco anche ora, in questo momento.

Rivoglio i colori, i miei colori.

Se qualcuno li dovesse trovare… mi faccia un segnale… il mio cuore ne sarebbe davvero felice...

Sweetvi

Postato da sweetvi - commenti (11) - commenti (11) (popup)
Permalink - pensieri

                              

Sono nata dal mare, non potrebbe essere altrimenti.

Sono convinta che nelle mie vene scorre acqua salata oltre che rosso sangue.

Mio nonno era un pescatore e prima di lui anche suo padre e suo zio, e i suoi fratelli e tutti gli uomini della sua famiglia da chissà quante generazioni.

Aveva il viso rosso, la pelle modellata dal sole e dal sale, dal vento e dal mare.

Le mani, poi, erano grandi e robuste, come le sue braccia e i suoi piedi.

Indossava spesso quegli stivali alti, quasi fino al cuore, tempio delle sue passioni, del suo vivere a contatto col mare, col profumo delle barche, con la forza delle tempie.

Si! Perché era un uomo forte, spesso silenzioso ma pacifico. Amavo guardarlo per ore ed ore nei caldi pomeriggi estivi quasi in riva al mare a cucire e ricucire le rosse reti, ad annodare lenze intorno piccoli ami che poi, disponeva in fila con estrema maestria ed eleganza, quasi facesse danzare metri e metri di filo trasparente.

I suoi movimenti ripetuti li tengo tutti nella memoria, quando riempiva il secchio d’acqua marina per lavare la barca, quando sistemava le lame dei coltelli prima della pesca, quando passava il grasso sotto la pancia della barca e raccoglieva con cura gli ami spezzati e pezzi di stoffa colorati.

Lui profumava di mare. Era impossibile non sentirlo.

Perfino la domenica quando metteva il vestito “buono” e profumava la sua pelle con il dopobarba fresco, per me, era sempre al profumo di mare…

Anche i suoi occhi avevano dentro l’immensità azzurra, quasi a non voler mai abbandonare del tutto quel “suo mondo”.

Mi raccontava, alle volte, di quando, da ragazzino cominciava a “pescare da grande” insieme a tanti uomini. Andava per i tonni e mancava per diverso tempo da casa. Era tutto un mescolarsi di sensazioni e lui le lasciava trasparire dagli occhi. Cantavano e la pesca aveva inizio, il colore del sangue si mescolava a quello del mare e le braccia si facevano robuste per issare sulle barche il pescato…

Nonno parlava poco ma quando lo faceva, poteva farmi sognare. Non mi prendeva mai per mano, forse era un gesto troppo intimo per lui ma ricordo l’ultima frase che mi ha detto, ormai più di dieci anni fa: “ fai la brava, mi raccomando”.

Forse non sono stata mai brava a dirgli “ti voglio bene” e lui non l’ha fatto mai con me… ma sono cresciuta vicino al mare, ascoltando il mare e le sue storie. Sono nata da una famiglia di pescatori e il mare mi accompagna ogni giorno della mia vita.

Qualcuno mi ha sempre detto che somiglio, nello spirito, ad un cavallo libero e selvaggio, ma io non credo.

Sono, di certo, più un’onda, tranquilla e pacifica, forte e tempestosa, strafottente e amica, libera, soprattutto libera.

Sono convinta che nelle mie vene scorre acqua salata oltre che rosso sangue.

Si! Sono nata dal mare, non potrebbe essere altrimenti.

 ...E innanzi al mare ad ansimare sto
                                                           perchè domare il mare non si può...

Sweetvi

 

Postato da sweetvi - commenti (35) - commenti (35) (popup)
Permalink - storie

                                      

Venerdì 2 gennaio 2009

Ore 13. 30

 

Roma è rumorosa, l’aria fredda risveglia le mie ciglia addormentate.

Sei piani sotto di me, i treni vanno e vengono, le valige si muovono sull’asfalto umido.

E’ ora di pranzo mentre a me pare un tempo eterno.

Il sole si è nascosto chissà dove mentre guardo fuori da questa piccola finestra.

Non so come son finita qui, sola in una camera color salmone. Il mondo neppure sa dove sono ed io stessa ho bisogno di guardarmi allo specchio per ritrovare la mia immagine.

La notte è stata di viaggio, un posto a sedere troppo scomodo, nebbia oltre le luci accese, musica nelle orecchie e lacrime lungo il cuore.

In meno di ventiquattro ore non so più che fine abbia fatto. Il mio cuore, dico.

Fermo, immobile, poi veloce, silenzioso, felice e poi triste.

Ora credo sia qui, a farmi compagnia mentre aspetto lui che, prima o poi, arriverà.

L’attesa è una compagna impertinente e capricciosa, resta vicina, vicinissima all’anima…

Il rumore delle strade entra fin dentro la mia stanza…

Certo che Roma è proprio rumorosa ed oggi, per me, è un bene che lo sia: placa il grande silenzio che è sceso in me.

Intanto … aspetto …

 

Ore 16. 00

 

I minuti diventano ore mentre la pioggia riga i vetri e Roma mi culla nel suo ventre.

Cominciano i morsi della fame ad attanagliare la mia pancia. Le forze mi hanno abbandonata e la stanchezza mi tiene preda del niente…

Tu dove sei?

Ed io … dove sono finita?

 

Ore 20. 15

 

Scendo per strada mentre Roma continua a piovere su di me.

Le auto passano sull’asfalto bagnato, sento la pioggia tra mani e capelli.

Quel mio strano cuore si ferma.

Trova te.

Un bacio.

Sei tu.

Roma continua a piovermi addosso ma, ora, ritrovo tutto: il mio cuore, la ragione della mia attesa, della mia tristezza, della mia felicità, il tuo profumo, i tuoi occhi, la tua bocca, i tuoi sorrisi, le tue mani …

 

Lunedì 6 gennaio 

Ore 22. 45

 

Il treno è forse più scomodo di qualche giorno fa, ma solo perché ora mi allontana da te…

Uno, due, tre, quattro giorni.

I silenzi delle notti, i sorrisi degli istanti, i capelli baganti, le mani tra le mani, le birre sul comodino, le coperte sulla pelle, i baci delicati, gli sguardi che non si possono spiegare, la musica tra di noi.

Tu, Io, Roma, una stanza color salmone, Noi…

Il sorriso mi accompagna insieme a quel buon profumo che hai solo tu…

 

*Viata mea se termina la tine*

 

… perché tutto va sempre come deve andare…

                                                            Sweetvi

                          

Postato da sweetvi - commenti (15) - commenti (15) (popup)
Permalink - pensieri, storie

SPERANZA

Vorrei tutti la trovassero sotto l'albero

dentro un dono

dentro gli occhi

dentro al cuore

Non tutti passeremo il Natale come desideriamo, non tutti potremmo avere vicino le persone che amiamo, non vedremo i nostri sogni come tangibili momenti ma ...

Mai disperare ma "SPERARE"

Gesù Signore ci insegna a farlo

....e allora AUGURI DI BUON NATALE A VOI ...

con affetto

che il vostro cuore sia sereno!

Postato da sweetvi - commenti (26) - commenti (26) (popup)
Permalink - pensieri

                        "...nel pieno della tristezza sono Felice..."

Stamani, con la tazza di latte tra le mani, ho avuto voglia di scrivere.

Ho preso il primo pezzo di carta, sgualcito e mal ridotto ed ho iniziato.

Ho messo nero su bianco le immagini che fluivano leggere nella mente, ho scritto di quattro uomini che mi sono entrati nell’animo.

Ho scritto ed ho pianto ma, poi, ho lasciato il foglio sulla scrivania, facendo sì che la giornata facesse il suo corso.

Non trascriverò ciò che stamani  mi era uscito dal cuore. Quelle righe le terrò per me.

 Potrebbe sembrare stupido tutto ciò ma per me ha senso. Alle volte facciamo o diciamo qualcosa perché gli altri capiscano, altre, in realtà, le facciamo solo per noi.

Ed io, oggi, ho amplificato ciò che stamattina provavo mentre scrivevo. Ho continuato per ore a specchiarmi negli occhi di quegli uomini e di altri, di altri ancora.

Anche oggi  ho attraversato quei corridoi e ne sento ancora l’odore fin dentro la mente. Ho stretto, Dio solo sa quante mani, sorridendo ho  trattenuto le lacrime mentre sardi, calabresi, milanesi, siciliani, tedeschi, nigeriani, romani, emiliani  e chissà cos’ altro, cantavano. Cantavano nenie a Gesù Bambino.

Per un attimo ho lottato contro me stessa dentro quell’unica stanza che pare “normalità” ma dove le finestre sono grigliate e la guardia sta seduta tra di noi. Ho lottato perché mi sono sentita fragile e perché ho solo provato tenerezza ed una stretta al cuore.

Ecco che un canto, una fetta di panettone, un bicchiere di coca cola, due ore “liberi di sentirsi liberi” , sono così tanto, ma tanto … che la maggior parte delle persone, neppure considerano …

E mentre uscendo guardavo il Cielo, ho ringraziato Dio. Non sono io a portare un po’ di mondo in “quel” piccolo mondo, come loro dicono, ma sono loro, i “ragazzi” a dare a me, un dono immenso …

Ha un senso nuovo, per me, questo Natale … un senso che trovo dentro gli occhi di quegli uomini, duecentottanta uomini …

Anche per loro arriva Natale …

anche per loro …

Sweetvi

Postato da sweetvi - commenti (14) - commenti (14) (popup)
Permalink - pensieri

L’oroscopo l’aveva detto: questo sarebbe stato un anno difficile.

Lei credeva nel caso, nel destino. Credeva che tutto accadeva perché così doveva essere, perché qualcuno aveva già scritto tutto nel grande libro della vita. Nel corso dei suoi anni, aveva appurato come, la volontà propria influisse si, nelle scelte ma, la sola volontà poteva niente: le strade, i bivi, gli incroci e le i vicoli ciechi si presentavano puntuali, aiutando, facilitando o bloccando, arrestando il passo.

Non sarebbe stato un anno facile ma pieno di scelte, crocicchi.

Tutti devono fare delle scelte - si diceva - Tutti devono capire cosa sia meglio per la propria esistenza. Tutti, ad un certo punto, devono capire se sia meglio svoltare a destra o a sinistra - .

Nessuno sarebbe giunto, un bel giorno, a tirarla fuori dal burrone o a salvarla dalla strega cattiva. Né a lei, né a nessuno altro. Così, malgrado l’annunciato anno funesto … tutto si avverò …

Catastrofi, cataclismi, piogge e terremoti, lava e lapilli. Strattonata, schiaffeggiata, ridotta a pezzi, lacerata, stropicciata, graffiata, spettinata, sanguinante e impolverata, silurata, impiccata e poi rinata … e poi rinata e poi rinata

L’oroscopo aveva ragione. Forse era stato persino gentile.

L’anno volgeva al termine (per fortuna) e lei, immersa nelle cruda realtà “oroscopiana”, in fondo, si sentiva felice.

Felice di aver passato un anno così, si essere stata combattiva anche se qualche volta piccola e indifesa, di aver saputo digrignare i denti e scoprire che amare se stessi è il più grande impegno della vita di tutti noi. Difficile, ma non impossibile, soprattutto quando ci si trova dentro il burrone e non c’è principe azzurro che tenga, nessuno che venga a porgere la mano ma solo la volontà, la propria volontà, l’amor proprio.

Felice perché, da una parte, l’anno funesto sembra essere passato quasi in fretta e in tutta questa velocità, non ha dimenticato di portare cose belle, amicizie sincere, mani tese per aiutare, esperienze nuove e un amore. Un amore piccolo e immenso, fragile e robusto, deciso e forte. Un amore venuto dal nulla capace però, da solo,di  colorare tutti i giorni grigi.

L’oroscopo l’aveva detto: questo sarebbe stato un anno difficile ma non aveva fatto i conti con lei. Lei che era stata più forte di tutto e quel tutto, pian piano, diventava solo una manciata di giorni, andati, persi, staccati da un calendario, lasciati scivolare giù, come qualcosa che, improvvisamente, non si trova più … e, silenziosamente, diventa ricordo …

Perché ogni fine è già un inizio … un nuovo inizio

                                    

Sweetvi

Postato da sweetvi - commenti (19) - commenti (19) (popup)
Permalink - storie